Diaframma

dia-fràm-ma

In generale, superficie di separazione; nello specifico, muscolo respiratorio che separa il torace dall'addome, schermo forato che regola l'impressione della luce nelle macchine fotografiche e mezzo anticoncezionale

dal greco: dia attraverso fragma chiusura.

È una parola che vive quasi esclusivamente nei suoi significati specifici, in ambito medico e fotografico. Altrove è pressoché introvabile.

Ma se invece ci si concentrasse sulla poesia di una superficie di separazione si potrebbe facilmente vedere quanti altri diaframmi esistono e quale sia la loro intima bellezza.

Un museo, sala vuota, penombra, la teca silenziosa in cui sta chiusa in assoluto silenzio una statuetta di giada dagli occhi a mandorla. Ti avvicini, e la guardi, separata da te solo dal sottile diaframma del vetro, che riflette la luce bassa della stanza.

L'amata, con la camicetta di seta leggermente stropicciata. Le appoggi una mano sulla schiena e la seta è un sensibilissimo diaframma che solo suggerisce la sua pelle.

Il muslim, purificatosi con le abluzioni rituali, sta inginocchiato su un finissimo tappeto Kashan, prezioso diaframma che lo separa dalla terra mentre vòlge la sua preghiera a Dio.

Parola pubblicata il 30 Settembre 2010

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