Dispensa

dis-pèn-sa

Luogo in cui si tengono generi alimentari; fascicolo periodico con cui viene suddivisa e pubblicata un'opera; sintesi delle lezioni di un docente; elargizione, distribuzione; esonero

dal latino: dispensare intensivo di dispendere, composto di dis distributivo e pèndere pesare, pagare. Spartire.

La parola è comune in tutti i suoi significati, ma la sua radice pare tutt'altro che banale.

Dalla dispensa della cucina, in cui viene conservato e ordinato il cibo da spartire - ovvero la spesa -, si passa per la dispensa che è l'uscita settimanale da comprare in edicola a un costo e a un ingombro rateizzato rispetto all'opera intera (vi voglio vedere a tirar fuori sull'unghia i soldi per l'Enciclopedia Britannica e poi portarvela a casa sul groppone), fino al gentile professore che distribuisce all'inizio del corso una raccolta di schemi che verranno spiegati lezione per lezione. Così quella della dispensa diventa anche una spartizione, una distribuzione generica (il saggio dispensa consigli), fino ad un'elargizione, una concessione anche speciale che arriva al significato del permesso e dell'esonero (dispensare da un obbligo, da un dovere).

La radice dell'etimo è comune a dispendio, peso e pensiero: senza dubbio, da riaffrontare attraverso altre parole per comprenderla meglio.

Parola pubblicata il 20 Luglio 2011

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