Docile

dò-ci-le

Che asseconda la volontà di chi lo guida; che è disposto ad apprendere

dal latino: docilis, da docere insegnare.

L'idea di docile nasce da una concezione antiquata di insegnamento, secondo cui insegnare è dare una forma prestabilita allo studente - che è tanto più bravo quanto più è ubbidiente e disposto ad imparare ciò che l'insegnante ritiene importante. Da questo contesto il docile viene ampliato ad indicare tutto ciò che si conforma con sollecitudine alla volontà di chi lo guida: dal cavallo docile che si lascia condurre senza opporre resistenza, alla ceramica, docile nelle mani dell'abile artista che la modella prima di cuocerla, o al violino, docile fra quelle del finissimo musicista, al docile senato che in Italia, ai tempi della monarchia, si allineava sempre al volere del Re.

Comunque oggi, per indicare uno studente brillante, non diremmo mai che è docile. Anzi. Per brillare bisogna cavalcare all'amazzone l'estro del pensiero indipendente.

Parola pubblicata il 16 Aprile 2013

Commenti