Dottore

dot-tó-re

Titolo di chi si è laureato; medico; sapiente

dal latino: doctor maestro, da docere insegnare.

Se si fa un giro nelle nostre campagne, o nei quartieri più antichi dei nostri borghi e città, la figura del dottore ha ancora un'aura mitica. È qualcosa di un po' diverso dagli sbarbatelli che escono dalle università; quella del dottore è una sapienza riverita, rispettata in virtù della consapevolezza e della conoscenza che il lungo studio dovrebbe dare. Ed è ovvio che in questo quadro il dottore più dottore di tutti sia il medico, dal cui sapere dipende la salute delle persone.

Che sia per una cultura che ride del dottore in modo ben più profondo delle caricature di Balansone e degli altri personaggi della commedia dell'arte, o che sia per il fatto che incontrare un dottore non è più così straordinario - e gli ospedali sono pieni di medici -, quella sembra proprio una concezione del dottore destinata a declinare. Ma resta una parola che, nel momento in cui la guardi da vicino, ti ricorda a bassa voce la dignità altissima della conoscenza - ti mostra la noce da cui, col giusto impegno, può germogliare il maestro.

Parola pubblicata il 09 Luglio 2013

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