Emerito

e-mè-ri-to

Chi non esercita più il suo ufficio ma ne mantiene grado e prerogative; egregio, illustre

dal latino: emeritus participio passato di emereri meritare, concludere il servizio.

Nell'antica Roma l'"emeritus miles" era il soldato che aveva concluso la propria carriera militare, guadagnandosi il congedo e tutti i privilegi di una posizione considerata come altamente onorevole. L'emerito rimane quindi chi ha concluso degnamente il proprio ufficio - e che in particolare mantiene alcune prerogative che ad esso erano collegate: grado, onore, e magari stipendio. Con un senso più generico, l'emerito può essere semplicemente l'egregio, l'illustre.

Pensiamo ai professori emeriti, i più stimati, che nell'essere messi a riposo possono ricevere questo titolo dalle alte istituzioni del governo; pensiamo alla recente figura del papa emerito, che pur non esercitando più l'ufficio di sommo pontefice ne mantiene il grado; e fondamentale è l'uso scherzoso di questa parola: l'emerito imbecille è una figura irrinunciabile, nella nostra lingua.

Parola pubblicata il 24 Marzo 2013

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