Emulare

e-mu-là-re (io è-mu-lo)

Imitare, cercare di euguagliare, competere

dal latino: aemulari, da aemulus emulo, rivale, specie in amore.

Emulare è imitare un esempio positivo cercando di fare pari o meglio; certo, ha quel retrogusto un po' spiacevole dell'inseguire, o quasi del copiare - come se ciascuno non avesse la propria unica strada -, ma ha anche l'energia della competizione, lo slancio di una > tesa a migliorare e prevalere. Connotati, questi, molto eloquenti nell'immagine di uno dei principali significati di [aemulus] in latino, il rivale in amore. Il registro generale di questa parola è comunque alto, e si presta quindi bene ad usi buffi o ironici. Il fratello minore vorrà quindi emulare il maggiore, il pittore spaccone vorrà farsi emulo di Dalì, il politico di bassa statura morale si vedrà emulo di grandi statisti.

È da notare come in diritto gli atti emulativi non siano atti di imitazione; con una certa sbavatura rispetto alla traccia dei significati normali di questa parola, infatti, gli atti emulativi vengono intesi come gli atti, altrimenti inutili, che un proprietario compie su una cosa propria al solo fine di disturbare o molestare altri. Ad esempio, appiccare fuochi in giardino per affumicare i vicini, o stendere dalla finestra lunghe lenzuola per coprir loro la finestra sottostante. Forse il nesso è da cercare in un'emulazione invidiosa e distruttiva, ma non riesce particolarmente forte.

Parola pubblicata il 29 Dicembre 2012

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