Galante

ga-làn-te

Cavalleresco e cortese verso le donne per scopi amorosi

dall'antico francese: galer divertirsi.

Parola morta e sepolta, non perché bizzarramente desueta in sé - tutti sappiamo che significa e sapremmo usarla - ma perché non c'è mai occasione di usarla. Il che è un vero peccato, perché era una qualità che apriva la porta a dei colori meravigliosi, per le schermaglie amorose. Da romanzo.

A parte qualche carabiniere o bibliotecario che ancora salutano le donne col baciamano in un lieve inchino (con grande loro imbarazzo), il galante è uscito senza lasciare traccia, e con esso tutta un'ambientazione di divertimenti posati, di corteggiamenti eleganti da Casanova (con gli stessi fini meno posati e meno eleganti, magari): più immaginata da noi che veramente esistita.

Ma forse sta qui la cifra importante del galante: un'attribuzione fuori dal tempo, fuori dallo spazio - un fulmine a ciel sereno di quel colore lì.

Parola pubblicata il 28 Maggio 2012

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