Generoso

ge-ne-ró-so

Largo nel donare, magnanimo; nobile

dal latino: generosus nobile per nascita, da genus razza, stirpe.

Per lunghi secoli le più alte virtù umane sono state associate alla nobiltà del sangue; così chi discendesse da una stirpe antica, si credeva, possedeva naturalmente doti di grandezza d'animo, spirito di sacrificio, altruismo e via dicendo (col senno di poi possiamo ben vedere che si trattava di una colossale baggianata).

Il significato di generoso che è oggi in uso è molto specifico, rispetto a quello generico della nobiltà: oggi il generoso è chi non si risparmia, il pronto a donare.

Ci viene subito in cuore, allora, un ribaltamento rispetto alla prospettiva tradizionale: si è nobili poiché generosi, e non generosi poiché nobili. Infatti la generosità ci riesce come una disposizione, un atteggiamento di vera grandezza d'animo che è proprio di chi si profonde nell'altruismo, di chi non conta ciò che dà. E sebbene la nobiltà ai nostri tempi abbia perso di significato, il generoso ci significa un'elevazione umana meravigliosa.

Parola pubblicata il 13 Settembre 2012

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