Guappo

guàp-po

Sfrontato, violento; pacchiano; camorrista

dal latino: vappa vino cattivo, da cui figuratamente uomo corrotto; passato in spagnolo col significato di mascalzone, è arrivato a significare valoroso, o di bell'aspetto.

È sempre curioso il passaggio interpretativo da uomo stronzo a uomo affascinante.

Il guappo, per quanto ci si possa sentire influenzati dall'uso ispanico, non è il bello, non è il valente. Il guappo è l'immondo, il corrotto - lo sfacciato che esercita il potere della violenza, lontano anni luce da ogni forma di gusto estetico, di pregio, di eleganza, di qualità umana. Insomma, come resta sinteticamente e saggiamente espresso nei dialetti campani, è il camorrista.

Ovviamente questa parola può essere usata in senso meno intenso per indicare tutti i tipetti che tenderebbero ad atteggiarsi come i suddetti esempi. La cosa importante è non dimenticare mai che la lingua crea la realtà, e che in questa operazione non si può scordare una dimensione etica. L'uomo corrotto, ci dicono i latini, è come il vino cattivo. Che fascino o valore ha il vino cattivo?

Parola pubblicata il 15 Marzo 2012

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