Incontinente

in-con-ti-nèn-te

Incapace di contenersi, di frenarsi

dal latino: incontinens composto di in non e continere contenere, trattenere.

L'incontinenza, nella sua accezione più fertile, non ha a che vedere coi pannoloni; o meglio, l'immagine è la stessa, ma diverso è l'oggetto.

Se comunemente l'incontinenza riguarda la capacità di trattenere degli sfinteri, il senso più ampio vuole abbracciare tutte le azioni che non si è capaci di trattenere: dettami di istinti, pulsioni, voglie. Si parlerà allora di incontinenza quando si tratterà di avidità o di avarizia, di gola, magari di pulsioni amorose, di reazioni irose: giusto quelle che così classifica Dante nei primi gironi del suo Inferno.

Questa parola racconta bene la continua necessità di mediazione con le istanze dell'istinto, e segna la conseguenza di un loro abbandono sconsiderato: la rinuncia ad esercitare il potere della mente, del giusto, dell'altruismo, il cedimento davanti alla semplice proposta della natura - certo da ascoltare, ma anche da dirigere.

Parola pubblicata il 24 Luglio 2012

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