Intimidazione

in-ti-mi-da-zió-ne

Minaccia

dal francese: intimider, derivato di timide timido.

L'intimidazione pare essere l'imposizione della timidezza. Ma non è una timidezza vereconda, sana, voluta. È fondamentalmente il piegare con la forza di una minaccia la testa di qualcuno verso il basso. Si tratta di una parola lontana dagli onori militari in cui un'azione intimidatoria viene compiuta gonfiando i muscoli e imponendo su altri l'idea della propria forza. È un concetto ben più meschino, un uso psicologico della violenza proprio delle mafie o dei soggetti adusi alla sopraffazione.

Questa parola è tanto bella perché mette in paradossale collegamento l'umiltà e la sua imposizione: l'assurdità di una timidezza imposta e l'orrore di un timore forzato chiariscono senza sbavature la pessima caratura di chi intimidisce.

Parola pubblicata il 06 Luglio 2013

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