Lunatico

lu-nà-ti-co

Di persona imprevedibile, che ha sbalzi d'umore; che subisce l'influsso delle fasi lunari

dal latino: lunaticus epilettico, che soffre di pazzia secondo le fasi lunari, ricalcato sul greco: seleniakos, da selene luna.

La luna influenza in modo poderoso il mondo e la vita - pensiamo ai moti delle maree o alla crescita delle piante. In epoche scientificamente più arretrate, però, venivano attribuiti alla sua influenza anche fenomeni che oggi sappiamo non averci nulla a che fare. Fra questi, certi disturbi come l'epilessia, e una certa volubilità dell'umore - se non veri e propri accessi di pazzia - provocata dalle diverse fasi lunari.

Il lunatico oggi è il capriccioso, l'incostante, chi è preda di repentini cambi d'umore, di carattere volubile e magari stravagante. Ci sembrerà lunatica l'amica che un attimo ride, un attimo dopo si adombra fino al pianto; si dirà che è lunatico il capo ufficio che adesso si atteggia ad amicone, adesso si atteggia a gerarca inflessibile; e sarà lunatico l'amico che verso certi generi musicali rimbalza dall'amore all'odio.

Parola pubblicata il 21 Aprile 2013

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