Mentecatto

men-te-càt-to

Infermo di mente, matto; scemo

dal latino: mente captus preso nella mente.

È una parola che vive principalmente come ingiuria - non limitandosi ad una denotazione del fenomeno, ma colorandolo di dispregio; comunque, è una parola molto precisa. Infatti rappresenta la pazzia, l'infermità di mente, ma anche l'imbecillità, come una mente presa: questo si può interpretare nel senso di presa da una malattia, o in modo più originale nel senso di rapita, prigioniera, e quindi assente - stretta in un'influenza. Così saranno mentecatti tanto il tossicodipendente quanto il teledipendente, con l'intelletto stritolato.

Parola pubblicata il 22 Giugno 2012

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