Migrazione

Parole terremotate, parole rinnovate

mi-gra-zió-ne

Spostamento di individui, specie in gruppo

dal latino: migratio, da migrare spostarsi da un luogo ad un altro.

In una società stanziale e urbanizzata il concetto di migrazione sembra marginale - buono per documentari sugli uccelli. Ma nell'etimo notiamo la stranezza di un concetto rimasto uguale a sé stesso per millenni. Evidentemente risponde bene ad una necessità comunicativa che è rimasta costante: lo spostarsi, soprattutto in gruppo, per cercare un luogo migliore in cui vivere.

Così certamente si può parlare delle migrazioni degli animali che attraversano continenti e mari per raggiungere il luogo che misteriosamente eleggono per la propria riproduzione; ma più urgentemente si può parlare del fenomeno delle migrazioni umane - casi in cui guerre o cataclismi spezzano il legame sociale con una certa terra, imponendo la terribile fuga verso un posto in cui sopravvivere in serenità non sia impossibile, o casi a noi vicini di depressioni economiche che spingono ad abbandonare le terre natie verso realtà che diano prospettive migliori, se non dell'avventurismo degli spiriti liberi che vanno a cercar fortuna altrove.

C'è chi è rimasto, chi dopo un po' è tornato, chi ha dovuto o scelto di migrare, come qui non avveniva da tempo, quando si partiva in cerca di lavoro e fortuna. È come se questa terra muovendosi avesse voluto scuotere via alcuni dei suoi abitanti. Questi e i loro figli cercheranno altrove quel terreno e quel futuro più accogliente, che fino a qualche anno fa gli immigrati italiani o stranieri cercavano e forse trovavano qui.

Parola pubblicata il 12 Luglio 2013

Parole terremotate, parole rinnovate - con Associazione LaCà

Con l'associazione culturale LaCà, nata dopo il sisma in Emilia, cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare.

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