Neutrale

neu-trà-le

dal latino: ne non uter chi dei due?, esattamente parallelo al sanscrito kataràs col medesimo significato.

Siamo abituati a sentir parlare di neutralità non in senso lusinghiero. Nel modo di pronunciarla, strisciante, c'è sempre una certa vena che accusa di viltà, un senso che punta al tenersi in disparte per comodità o egoismo. Pare una parola grigia, svizzera. Ma potrebbe non essere così. La neutralità non è necessariamente astensione: può essere una terza via - più di verità che di parte. La neutralità non è necessariamente tenersi fuori: può essere uno star saldi in mezzo alle parti che si fronteggiano - con coraggio. La neutralità, come echeggia l'etimo, può essere un fermissimo basta all'assillante domanda "Chi dei due?". Può essere un rifiuto del "Con chi dei due? Da che parte stai?". Può significare che si sta dalla parte di tutti, con una posizione solida ma senza avversari - perché siamo tutti sulla stessa barca.

Parola pubblicata il 15 Agosto 2010

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