Onusto

o-nù-sto

Carico, appesantito

dal latino: onustus, da onus peso. Da cui anche 'onere'.

È una parola di registro tanto alto da invitare naturalmente all'ironia - infatti riesce difficile immaginare un contesto reale in cui usarla seriamente. Solo scherzando, e con un tono faceto d'alto rango, si può parlare vivamente di qualcuno onusto d'anni (come il barista di paese che dal '53 continua a versarsi un bicchierino ogni volta che ne versa uno a un cliente), od onusto di gloria (come quello che torna dalla sagra del tortello avendo vinto un fiasco di vino alla tombola), o anche onusto di ricchezze (come il nipote che ha appena venduto la rara collezione di francobolli ereditata dal nonno). Altrimenti è una parola che si può trovare o usare in qualche testo aulico, accademico, ma irrimediabilmente volta all'estinzione. E non sarebbero in tanti a piangerla.

Parola pubblicata il 06 Ottobre 2012

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