Pertugio

per-tù-gio

Foro, fessura

dal latino: pertusus participio passato di pertundere forare, composto da per attraverso e tundere battere, percuotere.

Parola costruita da elementi antichi, di altissima nobiltà e forza, pur nella modestia dell'immagine - che trova la sua connotazione nell'aprire, battendo, una piccola fessura.

Il metronomo rapido del picchiare del picchio fora il forte fusto dell'albero e ne ricava un pertugio per un nuovo nido; nel muro rustico di una casa di campagna pochi colpetti bastano a grattare via la malta vecchia, e un mattone svelto è il pertugio ideale per cui nascondere e scambiare lettere clandestine; colpito, il primo dolore dell'amplesso virginale schiude il pertugio dell'intimità suprema; il prigioniero, da un'asse di legno della cella scalza un nodo - e il pertugio è un nuovo contatto col mondo.

Parola pubblicata il 05 Giugno 2011

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