Procace

pro-cà-ce

Provocante, attraente; che chiede

dal latino: procari domandare, derivato di procus pretendente (ricordiamo i proci alla casa di Ulisse) - dalla stessa radice di prex preghiera.

È una parola che vive quasi esclusivamente nella sfera sessuale - nonostante con un po' di fantasia se ne possa ampliare la portata.

Qualcosa o qualcuno di procace non è semplicemente sensuale o avvenente: domanda attenzione dinamicamente, attivamente, eccitandola, quasi pregandola; da qui intuiamo una connotazione affine al provocante ma più sfacciata e licenziosa, con note di superbia e iattanza.

Il figlio di papà può essere vestito con griffe procaci; la ragazza all'esame di diritto privato può munirsi di scollo procace; alla prima della Scala, una procace alta società implora d'esser notata più della musica.

Parola pubblicata il 14 Aprile 2011

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