Progresso

pro-grès-so

Avanzamento, miglioramento

dal latino: progressus, da progredi avanzare, composto di pro avanti e gradi camminare.

Parola di immagine veramente semplice, comunissima, versatile. L'avanzamento del progresso procede passo dopo passo, dovendo così avere la saggezza del guardare dove poggia il piede, del saggiare il terreno, del calibrare ogni volta la direzione. La confusione vissuta con l'esplosione positivistica del progresso, con le illusioni del progresso infinito, soffre dello scollamento con questa immagine: il camminare del progresso non è infinito, ma indefinito. Non è dritto, certo e irrevocabile come una retta sparata in una direzione oltre ogni confine immaginabile, ma ogni volta tenta il cammino migliore su salite frondose e senza sentieri, con in mano magari una bussola di idee, di valori.

Senza che ce ne voglia l'immaginario di cent'anni fa, oggi possiamo capire che il progresso non è uno strepitoso, mastodontico treno da duecento tonnellate sferrato sui binari, ma più probabilmente un silenzioso, determinato procedere a piedi nel bosco.

Quel che poi uno reputi progresso, se l'uso di cellule staminali o i pannelli solari, se i tablet o l'industria pesante, è questione politica, questione tutta sua.

Parola pubblicata il 23 Ottobre 2012

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