Querela

que-rè-la

Lagna; in diritto, atto con cui la persona che si ritiene offesa da un reato non procedibile d'ufficio manifesta la volontà di far processare il colpevole

dal latino: querela, da queri lagnarsi.

In diritto la querela è l'atto che dà il la ad un procedimento giudiziario penale, laddove non possa partire d'ufficio: è associata quindi alla tenuità del reato, o all'opportunità di subordinarne la persecuzione alla volontà dell'offeso.

La cronaca e l'esperienza comune tolgono in buona misura poesia e onore a questo strumento di giustizia, deformato dai "Ti querelo!", dai tentativi di farne strumento di oppressione - sostituito per indignazione immatura al pragmatico dialogo fra gentiluomini. Questo fenomeno che tutti paghiamo con l'ingorgo delle aule di tribunale si riavvicina alla radice etimologica della querela: la lagna, il tirare le gonne alla maestra perché ci dia ragione, sniff sniff. In effetti usare querela come stretto sinonimo di lagna è molto raffinato: pensiamo alle querele degli studenti per il programma troppo gravoso; a quelle della vicina di casa perché tutti gli anni, d'autunno, il vento le ammucchia le foglie davanti alla porta; o alle querele del bambino perché ha fame, ha sete, gli scappa forte, è stanco, fa caldo, ha sonno, vuole tornare a casa, vuole la mamma, il babbo, la nonna, un biscotto.

In un significato più elevato di lamento (la querela dell'innamorato) riesce invece piuttosto ridicola, se non in ambiti particolarmente aulici o poetici.

Parola pubblicata il 14 Ottobre 2012

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