Rischio

rì-schio

Possibilità di subire un fatto negativo

complesso e incerto; forse dal greco: rizikon sorte, a sua volta forse da e riza scoglio o da e rysis salvezza; alcuni lo vogliono dal latino: resecare tagliare; forse dall'arabo: riziq tassa da pagare in natura per il mantenimento di una guarnigione, parallelo al greco rouzikon pagamento in natura - e i soldati così mantenuti diventerebbero andres tou rizikon soldati di ventura, da cui anche il nesso con l'iniziale rizikon sorte.

L'esporsi accettando - o non avendo calcolato - il verificarsi di danni o perdite è azione che sta sempre su un filo fra coraggio e stupidità, fra temerarietà e prodezza. Correre il rischio può distinguere il fermo dal timoroso come pure l'imprudente dal fermo: la valutazione non è facile. Ma per certo non deve essere termine di valutazione l'esito: che non si miscuglino forza e fortuna.

Il rischio giusto viene accettato con la prudenza d'ampio sguardo del saggio e la disposizione al sacrificio del valoroso; e dinanzi al rischio, l'esagerazione o l'immobilità, comunque riescano, patiscono l'inciampo della disarmonia fra la mente e il cuore.

Gran bella parola, attendiamo ulteriori sviluppi etimologici rispetto all'imprecisione della versione che siamo per ora in grado di fornire.

Parola pubblicata il 05 Settembre 2011

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