Rocambolesco

ro-cam-bo-lé-sco

Audace, avventuroso, con mille peripezie

dal nome di Rocambole, avventuroso protagonista dei romanzi di Pierre Alexis Ponson du Terrail, del XIX secolo; in francese rocambole è il nome di un tipo di aglio, da noi noto come aglio romano o, appunto, rocambola.

Da opere letterarie assolutamente perdute continuiamo a trarre parole tutt'ora vivissime: è il caso di rocambolesco.

Rocambole, figura-chiave del romanzo ottocentesco, è un personaggio moralmente ambiguo, audace e spregiudicato. Potrebbe essere accostato alla categoria dei ladri gentiluomini, come un Arsenio Lupin ante litteram. Come si può immaginare, le sue azioni erano spericolate e mirabolanti, e riusciva a cavarsela in ogni sua avventura attraverso mille peripezie: e tale è il rocambolesco.

Il riferimento all'aglio, poi, ci dà un connotato sensoriale della forza saporita, quasi piccante, di questo modo di agire.

Si parlerà quindi di una fuga rocambolesca del ladro attraverso il mercato gremito; sorpresi dalla nevicata improvvisa o dal diluvio universale, si abbandonerà il motorino riuscendo in un rocambolesco ritorno a casa; il giocatore di rugby riuscirà a mettere la palla in meta dopo una corsa rocambolesca, nel clamore entusiasta dello stadio.

Parola pubblicata il 01 Dicembre 2012

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