Sacripante

sa-cri-pàn-te

Persona alta e robusta; persona furba; interiezione

Dal nome di Sacripante, personaggio della letteratura epico-cavalleresca, presente ne "L'Orlando innamorato" di Boiardo e ne "L'Orlando furioso" di Ariosto.

È una parola che davvero impreziosice il discorso. Nei poemi di Boiardo e di Ariosto, Sacripante è un re saraceno proveniente dalla Circassia - una regione del Caucaso. È un personaggio grande e grosso, di portamento fiero e dalla temibile forza; in questi poemi lui fa di tutto per conquistare Angelica, che però gli dà puntualmente due di picche (Orlando è sempre Orlando). Il grande e popolare successo di queste opere ha portato "sacripante" ad indicare per antonomasia uomini imponenti e forti, oltre che, con un certo mutamento di senso, anche persone furbe e destre.

Il suono di questa parola è bellissimo, riempie la bocca con una vibrazione unica, e anche per questo torna bene come esclamazione - anche se oggi ci suona parecchio rétro. Quindi si dirà che davanti alla discoteca ci sono di guardia due sacripanti, si dirà che quel sacripante di mio cugino ha trovato un altro modo per fare soldi e che - sacripante! - sei sempre in ritardo.

Parola pubblicata il 11 Aprile 2013

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