Sanie

sà-nie

Materia purulenta

dal latino: sanies pus, sangue corrotto, veleno, morchia.

Questo sostantivo letterario permette grande eleganza nell'indicare un elemento rivoltante e infetto - elemento la cui immagine è molto forte, e che proprio per la sua ruvidità risulta spesso inopportuno da usare.

Al di là dell'uso medico, per cui una ferita mal medicata stillerà sanie, si può ad esempio individuare in un tipo di mostre di pittura o di spettacoli teatrali una fetida sanie che impiastra l'Arte, piagata, in alcuni giochi di potere e privilegi la sanie che infetta l'amministrazione e la politica, in una persona splendida la sanie della gelosia morbosa o della rodente invidia.

È lo schifo più viscerale e istintivo, che viene elevato, pulito e arricchito dall'affratellamento etimologico col veleno, espresso in una forma preziosa.

Parola pubblicata il 29 Luglio 2011

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