Scossa

Parole terremotate, parole rinnovate

scòs-sa

Scuotimento improvviso e violento

dal latino: excutere, composto da ex rafforzativo e quatere agitare, scrollare.

È una parola di suono forte, molto fisica, che proprio per questo si mostra estremamente versatile. È una scossa il movimento tellurico del terremoto, che vibra sotto i piedi e che si scrolla gli edifici di dosso, è scossa l'elettricità che scocca in un corpo e ne contrae i nervi in spasmi; una notizia o un evento può lasciare scossi, secondo quel turbamento psichico e fisico che si prova dopo un trauma.

La parola è un'entità intellettuale, ma i concetti pronunciati si sentono con tutto il corpo, e restare bene ancorati a quella sensazione che la parola suscita non è solo mestiere da attori: è necessario per chiunque trovi un valore nella buona espressione e nel parlare bene.

È come se un gigante, afferrati i lembi di una tovaglia apparecchiata su cui stavamo come fragile vasellame, avesse agitato le braccia, per sparecchiare nel modo più sbrigativo. A essere scossi siamo stati tutti e tutto. La scossa ci ha attraversato, come si trattasse di elettricità. Rimane il dubbio che - oltre a scaricarsi sugli edifici - spesso si sia scaricata, invisibile e silenziosa, anche all'interno di molti di noi.

Parola pubblicata il 03 Maggio 2013

Parole terremotate, parole rinnovate - con Associazione LaCà

Con l'associazione culturale LaCà, nata dopo il sisma in Emilia, cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare.

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