Sdoganare

sdo-ga-nà-re

Pagare il dazio per una merce trattenuta in dogana; legittimare, riconoscere, riscattare, superare un pregiudizio

Composto del prefisso s- e dogana, a sua volta dal persiano diwan gabinetto, consiglio di Stato, e per estensione registro, gabella. Stessa radice di divano: nel diwan il Sultano e i suoi funzionari sedevano su sofà bassi e lunghi con cuscini.

A parte il caso della non felicissima sorpresa di pagare una sovrattassa per sdoganare vestiti che arrivano dall'estero, questa parola può essere usata in contesti serafici. Infatti dona il respiro profondo e sollevato di quando si passa fortunosamente una frontiera, se la si collega ad un'idea di civiltà, a un diritto, ma perfino a una moda che passa il confine.

Così fu sdoganata la minigonna come i pantaloni a zampa d'elefante come il divorzio e l'idea di uguaglianza fra tutte le persone, la musica rock, le arti marziali orientali, il diritto di sciopero e tantissime altre cose ancora. Come tante altre che premono ancora per essere sdoganate.

Parola pubblicata il 09 Dicembre 2010

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