Serendipità

se-ren-di-pi-tà

Significato   Scoperta di qualcosa di imprevisto mentre si cerca altro; capacità di individuare e interpretare fatti inattesi durante una ricerca scientifica orientata ad altro

Etimologia   Dall’inglese ‘serendipity’, termine inventato dallo scrittore inglese Horace Walpole nel 1754 a partire da Serendip, antico nome dell'isola dello Sri Lanka, in riferimento alla fiaba persiana "I tre principi di Serendippo".

Il significato di serendipità, che è sia un fenomeno sia una capacità, è imperniato sulla scoperta di qualcosa di inaspettato mentre si sta cercando altro.

Si è guadagnata un rapido successo vista la capacità di descrivere momenti della vita e della ricerca che conosciamo bene: ci godiamo la serendipità di quando cercavamo un documento fiscale e ritroviamo una foto della nonna, si celebra la serendipità dello scienziato che è stato in grado di cogliere la stranezza di un risultato intravedendovi una scoperta decisiva. È un termine che ci arriva dall’inglese, ma c’è un passaggio precedente in italiano, e si finirà per parlare di Persia e di Sri Lanka.

Infatti, quando Walpole inventò il termine ‘serendipità’, aveva in mente una fiaba persiana – che curiosamente era giunta per la prima volta in Europa un paio di secoli prima attraverso una traduzione italiana di Cristoforo Armeno. Egli fu uno dei primi a portare da noi elementi importanti di cultura persiana, e tradusse la fiaba (pare con una certa liberà) come Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo (Serendippo è un nome antico dello Sri Lanka). Ora, Walpole dando ragione del suo conio di ‘serendipity’ spiega che questi tre principi “facevano sempre scoperte, per caso o per sagacia, di cose che non stavano cercando”.

Di storie così estese nel tempo e nello spazio, con attori così diversi e distanti, che finiscono per piombare con tanta forza e precisione nel nostro lessico mentale non se ne trovano tante.

Parola pubblicata il 18 Luglio 2010