Sgnack

sgnàck

Snack che ha subito processi di schiacciamento e compressione.

etimo incerto, ma sicuramente derivato dalla voce inglese snack ('spuntino; merendina, specie di fabbricazione industriale, da consumare rapidamente') con l'influenza, grazie all'introduzione della lettera 'g', del verbo sgnaccare, tipicamente settentrionale, di origine onomatopeica, che significa 'schiacciare, premere'.

La compressione dello sgnack è dovuta a un processo industriale, volto a produrre merendine di piccole dimensioni, ma di elevata densità. Un classico esempio sono le barrette energetiche destinate agli sportivi che, in pochi centimetri di conglomerato denso e appiccicoso, riescono a contenere centinaia di calorie di pronta utilizzazione.

Disgraziatamente lo sgnack, in forza di complessi processi fisico-chimici e metabolici che non stiamo qui ad illustrare, una volta assunto e digerito, si decomprime all'intero dell'organismo, espandendosi e accumulandosi nei depositi adiposi, soprattutto del giro-vita.

La parola sgnack viene anche utilizzata con un secondo significato, quello di un cibo che ha subito un incidente di percorso. Si definisce infatti sgnack la merendina infilata nello zaino frettolosamente e finita sotto il vocabolario di latino, che non avremo più bisogno di masticare. Anche un cioccolatino scivolato sotto i cuscini del divano può essere considerato uno sgnack, ma non più commestibile, a meno di divorare il cuscino stesso. Persino un panino al tonno e maionese dimenticato in fondo al frigo può diventare uno sgnack d'emergenza. Questi tre esempi spiegherebbero perché certi spuntini vengano denominati "cibo spazzatura".

Il successo di questa parola è dovuto anche al suono del digramma 'gn' (peraltro presente anche in 'gnam') e che evoca in qualche modo l'azione del masticare: lo sgnack è qualcosa di già schiacciato di suo, ma che tuttavia verrà ancora ulteriormente schiacciato dai denti. Del resto, il termine inglese snack da cui la nostra parola ha preso vita, significa anche morso.

I primi riscontri dell'uso di questa parola risalgono agli anni cinquanta, quando i flussi migratori dal Sud e la scolarizzazione diffusa portò nelle famiglie, oltre ad un maggior uso della lingua italiana a scapito dei dialetti, i primi termini inglesi: dallo snack allo sgnack il passo fu breve.

Così "sgnack" apparve sulle vetrine dei primi bar a vocazione moderna, accanto drink, toast, sanguis (così si chiamava in Piemonte il panino imbottito) cichet (grappino) e al mitico stick, ovvero il ghiacciolo.


Questa è la parola inventata vincitrice del concorso del 1° aprile, inviata da Stefania! A lei i nostri migliori complimenti, brava!

Parola pubblicata il 01 Aprile 2019

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