Sontuoso

son-tu-ó-so

Ricco, sfarzoso

dal latino: sumptuosus fastoso, costoso, da sumptus spesa - a sua volta da sumere prendere.

È una parola di grande incisività, nella sua denotazione: col suo suono largo già promette immagini di ampi saloni, larghe tavole imbandite, spaziose piste da ballo, vestiti appariscenti. E se la vocazione più comune di questa parola è proprio l'indicare i fasti più grandi e clamorosi, sfarzi di palazzo, lussi opulenti, le ricchezze maestose, l'etimo minuto ci invita a trovare connotati più semplici.

Nella normale cena fra amici si può decidere di aprire un vino sontuoso rimasto nella credenza per una grande occasione: stapparlo insieme sarà la grande occasione; il signore anziano e distinto nel suo completo vecchio e liso firmerà o prenderà un appunto su un pezzo di carta con una penna sontuosa (o con una calligrafia sontuosa); curiosando in un negozio di libri usati - pienissimo e polveroso -, se si è fortunati si potrà trovare un'edizione del "Canto General" di Neruda sontuosamente rilegata e stampata su carta di pregio, e comprarla a poco prezzo.

Il sontuoso diventa il ricco che senza dubbio ha o ha avuto un costo, ma il cui valore - ora buono ora no - sta nell'intenzione con cui è preso o mostrato.

Parola pubblicata il 17 Febbraio 2012

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