Squisito
squi-sì-to
Significato Prelibato, eccellente, detto di qualcosa che si gusta; raffinato, ricercato
Etimologia voce dotta recuperata dal latino exquisītus ‘ricercato, scelto, eccellente’, participio passato di exquīrĕre ‘ricercare’, da quaerĕre ‘cercare, domandare’ col prefisso ex- ‘fuori’.
- «Quel tessuto? Una scelta squisita.»
Parola pubblicata il 30 Settembre 2026 • di Giorgio Moretti
È una parola bella, che riserviamo per un genere di discorso di lode piacevole da ascoltare e da fare — e a cui forse non dedichiamo troppo spazio, nelle nostre vite.
È curioso come lo squisito si sia concentrato sul gusto, inteso come senso. Forse, è una testimonianza di quanto il gusto sia centrale per noi.
Di per sé l'exquisītus sarebbe il ricercato, letteralmente il ricercato. Per noi questo è un termine in cui la metafora, latitanti a parte, si è mangiata il senso concreto. Non colleghiamo al ricercato-raffinato la concretezza di una ricerca. Anche perché ad essere letteralmente ricercate spesso sono cose dozzinali, o di un gusto che lascia più di qualche perplessità (per dire, il «merch» — perché merchandising è defatigante, dolgono le dita a scriverlo e gli occhi a leggerlo — del nuovo film di animazione).
In ogni caso, il ricercato si porta dietro il senso di una scelta intenta ed esperta dell'eccellente. E così è lo squisito originario.
Ora, il suo baricentro è il sapore, ma il gusto stesso sa farsi metafora. La fattura di un mobile, lo stile di un libro, il taglio di un cappotto possono essere squisiti — squisito può essere il loro gusto. Anche le persone possono avere questo attributo, senza problemi di cannibalismo, così come possono essere deliziose.
Ma vediamo, il delizioso è più lezioso (in realtà il lezioso è proprio un delizioso che ha perso un pezzo), il suo gusto è più sdolcinato — sembra più di superficie.
Una trattazione squisita è raffinata fino alla perfezione, dotta ed elegante, mentre una trattazione deliziosa è amena e carina, d'intrattenimento lepido, gradevole. Una persona squisita ha la nostra radicata stima, una persona deliziosa lo è in uno strato piuttosto esterno.
E qualcosa del genere lo possiamo dire anche di pietanze e accessori o complementi o opere d'arte. Il commento a delle lasagne squisite lo sentiamo distinto, presente e con un contatto viscerale insieme; il commento a delle lasagne deliziose può essere più acuto, affettato, manierato.
Lo squisito è un aggettivo che si fa notare: è intenso, fra i più intensi, e composto insieme (cosa che ad esempio il succulento non vanta, con tutta l'acquolina che ci fa venire). Riesce anche a non avere il sussiego valutativo dell'eccellente. Riuscire a spenderlo con una certa larghezza significa riuscire a condurre discorsi che trovano i fastigi del bello del mondo in maniera compassata; con una punta di autologia, lo squisito è squisito.
(E giusto per notare le bizzarre vie delle parole, chiosiamo come il portoghese esquisito, dalla medesima origine di ‘ricercato’, tragga il bizzarro, l'insolito... perfino lo schizzinoso.)