Svaligiare

sva-li-già-re (io sva-lì-gio)

Rubare da un luogo il denaro e i preziosi; derubare, saccheggiare

composto di s- nel senso di separazione e valigia, a sua volta incerto; forse dall'arabo: waliha sacco.

Svaligiare una banca, un furgone portavalori, un appartamento. Stop. Qui si ferma l'uso consueto di questa parola. E questo è tragico: per quanto possano essere espressioni calzanti, lo svaligiare, così, resta un guscio vuoto in delle formulette da mass media.

L'immagine principale dovrebbe essere quella del sottrarre una borsa, una valigia, un sacco: così ti possono svaligiare la macchina nel parcheggio del grande centro commerciale, possono svaligiarti all'aeroporto (sentite come sarebbe diretta e forte, quest'espressione?), ma puoi anche svaligiare la libreria dell'amico o la cantina dei tuoi; e per estensione puoi svaligiare un libro appuntandoti decine di frasi o pensieri che ci hai trovato dentro, e puoi anche svaligiare un professore a cui cavi fuori tutte le risposte che cerchi o la memoria storica del nonno - che poi te ne vai con un grasso bottino di conoscenza nel sacco.

Inoltre è una parola pacata, non pone certo l'accento sulla violenza dell'atto, e quindi ho anche dei dubbi sull'appropriatezza dello svaligiare una banca o un portavalori - che non sono atti furtivi, di solito, a meno che tu non sia Diabolik.

Parola pubblicata il 22 Gennaio 2012

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