Tilt

tilt

Blocco, guasto, in particolare di circuiti elettrici

dall'inglese: tilt inclinazione, ma anche carica, lancia in resta, in una giostra di tipo medievale.

È una parola che è entrata nell'uso comune attraverso il gioco del flipper. Per fare il furbetto, tentando di non far cadere la pallina, giocando a flipper è normale tirare gran colpi alla macchina, e magari sollevarla, inclinandola indietro. In questo modo è possibile che il flipper vada in tilt, cioè si blocchi: questo avviene grazie ad un meccanismo anti-furbetti che interrompe il gioco in caso di inclinazione dell'apparecchio.

In inglese "tilt" è una parola ricca di significati: l'uso più antico, però, si riferiva ai classici tornei a cavallo, durante i quali i due sfidanti, armati di lancia e ben corazzati, si cavalcavano incontro ai due lati di una staccionata, puntandosi addosso la lancia e tentando ciascuno, nell'impatto, di disarcionare l'altro. Si capisce che la corretta posizione da assumere fosse inclinata, dovendo colpire con la lancia dall'altra parte della staccionata - e da qui si trae il significato moderno di inclinazione.

Oggi in italiano tilt non ha alcun nesso con le giostre a cavallo, riferendosi invece solo a quel tipo di blocco del flipper - da cui ovviamente trae un significato esteso. Infatti non è più solo il flipper a fare tilt, ma qualunque apparecchio elettronico che per qualche motivo smetta di funzionare o si guasti; ma non solo. Possono andare in tilt anche interi uffici, squadre, persone: l'andare in tilt diventa quindi anche un perdere lucidità, controllo, il non riuscire più in un certo lavoro - con una certa sfumatura implicita di sovraccarico.

Si andrà in tilt dopo il quarto esame sostenuto in una sessione, un sito andrà in tilt per i troppi accessi contemporanei, e l'ufficio postale andrà in tilt per un guasto ai computer durante l'ora di punta.

Parola pubblicata il 02 Aprile 2013

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