Trastullo

tras-tùl-lo

Svago, gioco, passatempo; oggetto con cui ci si trastulla

forse dal latino: trastrum banco, inteso come banco del giocoliere, passato per un diminutivo.

Il trastullo è il divertimento disimpegnato, il puro passatempo, che si pone nella frangia più spontanea e primitiva del gioco, privo quasi dell'intenzione.

Far rimbalzare una palla contro il muro è un trastullo; baloccarsi col cane o col gatto è un trastullo; è un trastullo strappare l'erba dal prato o rigirarsi l'anello, o tracciare linee su un foglio, o impilare monete.

I motivi di questo divertimento distratto - la cui idea prenderebbe bene le mosse dall'immagine dell'attenzione catturata dal saltimbanco -, divertimento che è quasi sollievo, alleggerimento, possono essere diversi, dalla noia al nervosismo: il trastullo, per chi sa osservare, è sempre molto eloquente.

Parola pubblicata il 08 Luglio 2012

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