Velleità

vel-lei-tà

Aspirazione inattuabile

dal latino scolastico: velleitas, definita da San Tommaso come "volontà incompleta", dal latino velle volere.

"Aspirazione inattuabile per incapacità", si vede spesso scritto sui dizionari. Ed in effetti una volontà parziale è assolutamente inidonea a perseguire qualunque aspirazione - generando un'incapacità del tutto simile, nei risultati, alle grandi impossibilità di fatto, agli insormontabili ostacoli oggettivi. Sogni deboli, incerti, azioni pigre o fragili sono cifra della velleità.

Fare foto in bianco e nero a stilografiche su libri o a rose su pianoforti è un chiaro segno di velleità da fotografo e sono perlopiù tragiche le crisi di mezza età che si esprimono con velleità poetiche o pittoriche: non vocazioni, ma sublimazioni di altri bisogni irrisolti, o peggio, ricerca di apprezzamento e prestigio. Perciò volontà incomplete - non autentiche.

In un mondo di palati stanchi in cui il piacere si riduce a voglie volubili e la realizzazione personale a velleità, è normale ritrovarsi a sguazzare nell'insoddisfazione sbandata. La volontà di granito che schianta ogni catena - braccio della coscienza - resta una bizzarrìa in cui aver fede è da stolti sognatori, nonostante sia uno dei caratteri più concreti e forti dell'umano.

Parola pubblicata il 09 Novembre 2011

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