Belligeranza
bel-li-ge-ràn-za
Significato Nel diritto internazionale, condizione di uno stato che si trova in guerra con un altro
Etimologia da belligerante, voce dotta recuperata dal latino belligerans, participio presente di belligerare, composto di bellum ‘guerra’ e gèrere ‘fare’.
Parola pubblicata il 13 Febbraio 2026

È una parola strana: si sente che è dotta, e che trasvola alte sfere, e però è altrettanto chiaro che, nel suo significato proprio, rappresenta una condizione che coinvolge società intere, e in maniera dolorosa.
La belligeranza lucra tutta la lucidità distante del latinismo: il belligerare latino è un piano composto di bellum, ‘guerra’, e gèrere, verbo enorme di significati che qui riduciamo a semplice ‘fare’.
Ora, il caso dei derivati di bellum riesce a compiere il gioco dei latinismi in maniera particolarmente efficace: è uno di quei casi in cui una parola, che classicamente in latino era comunissima, nella tarda antichità e nel primo medioevo viene progressivamente sovrastata da una parola di registro più basso, o anche da una parola germanica — in quel periodo buio di cambi di paradigma, la lingua resta in mano, cioè in bocca, al popolo umile, e ignis cede il passo a ‘fuoco’, magnus cede il passo a ‘grande’, bellum cede il passo a ‘guerra’ e così via. Le prime tornano in italiano come recuperi dal latino, o elementi di nuove parole, e perciò si portano dietro questo sapore forte e inconfondibile.
Come è distinto il bellicoso, come è coperto il bellico, e come è composta la belligeranza, condizione, atteggiamento di guerra.
In effetti la troviamo come termine specifico del diritto internazionale — lo stato di belligeranza apre un numero di nuovi diritti e di nuovi obblighi, sconosciuti al tempo di pace. Particolarmente interessante e sofisticata è poi la non belligeranza, un capolavoro di concetto diplomatico: negazione di una parola già tiepida, riesce nel compito complesso e delicato di trovare il mezzo fra la guerra e la neutralità. Un patto o uno stato di non belligeranza non è un’alleanza, non afferma la neutralità, e non è uno stallo alla messicana: si scrive su carta sottile che nelle contingenze correnti non abbiamo intenzione di picchiarci — avendo quindi agio di riarmarci meglio o di picchiare altri.
Ma ecco, un po’ per tradire il latinismo con l’ironia potremmo anche parlarne fuori di conflitto armato su larga scala. Di solito i tropi bellici hanno una tendenza a normalizzare il lessico della guerra (e questo personalmente lo trovo spiacevole), ma un caso come questo, così sofisticato e cucinato, è interessante e forse innocuo, anzi incisivo — parlare dell’aria di belligeranza che tira a scuola, dell’approdo a una situazione di non belligeranza fra vicini, del nuovo stato di belligeranza fra bambini che si sono appena fatti uno sgarbo.
Un tempo il bellum gerere era ben altro, e sa esserlo ancora — ma un’eco è un’eco è un’eco è un’eco.