Gondola
gón-do-la
Significato Storicamente, tipica imbarcazione veneziana da laguna, a fondo piatto, asimmetrica e slanciata, mossa da un solo rematore (il gondoliere) con un unico remo; specie all’estero, parola-icona associata a Venezia, al turismo d’arte, al fascino dell’antico e a una navigazione lenta e sognante
Etimologia l’origine della parola è dibattuta e incerta: l’ipotesi più accreditata la fa derivare dal greco bizantino kondúra (un tipo di imbarcazione corta e a coda tronca), forse incrociato col verbo dondolare.
Parola pubblicata il 06 Luglio 2026
Italianismi - con Giada Aramu
Molte parole italiane sono state adottate in lingue straniere. Sono gli italianismi, che ci raccontano la peculiare forma del prestigio della lingua italiana (parla un sacco di cucina, ma non solo). Con Giada Aramu, docente di italiano come lingua seconda, un lunedì su due esploreremo questo arcipelago di parole che non sono più soltanto nostre.

Gondola è l'emblema di un'aristocrazia linguistica: un venezianismo illustre che, viaggiando nelle stive dei mercanti e nei diari dei poeti, si è trasformato in uno degli italianismi più universali, capaci di ridefinire l'immaginario turistico e letterario dell'intero pianeta. L'adozione di gondola nelle lingue straniere comincia a delinearsi già nel Rinascimento, ma esplode letteralmente tra il Settecento e l'Ottocento, trainata dal fenomeno del Grand Tour e dal mito romantico di Venezia. Scrittori, pittori e aristocratici di tutta Europa — da Goethe a Lord Byron — rimasero stregati da questo scafo nero e asimmetrico, descrivendolo nelle loro opere e fissando la parola nei rispettivi dizionari. L'etimologia ci ricorda che in origine la kondúra bizantina (se davvero ne è la base) era una barca da guerra o da trasporto radicalmente diversa. La Repubblica di Venezia ha saputo "addomesticare" questa radice linguistica e tecnica, trasformando uno scafo medievale in un salotto galleggiante in cui la nobiltà veneziana e i visitatori stranieri consumavano intrighi politici e incontri galanti lontano da occhi indiscreti.
Se in italiano gondola è rimasta nell'immaginario collettivo quasi esclusivamente legata alla laguna veneziana, all'estero la parola ha colonizzato mondi lontanissimi tra loro. Nel settore dei trasporti e dell'ingegneria, il termine ha abbandonato l'acqua per salire in quota: in inglese e in francese, la gondola definisce la cabina chiusa delle funivie montane (gondola lift) e il cestello sospeso delle mongolfiere (comune anche in italiano).
Nel campo dell'aviazione e dell'aerospazio, la parola si è spinta ancora oltre, andando a indicare l'alloggiamento affusolato dei motori degli aeroplani o dei dirigibili (il gondola pod). Anche il commercio e la grande distribuzione internazionale hanno attinto a questo serbatoio linguistico: nei paesi anglosassoni, gli scaffali centrali e autoportanti dei supermercati, quelli disposti in file parallele lungo i corridoi per esporre le merci, vengono chiamati correntemente gondola shelving per via della loro forma oblunga e sospesa.
L'incursione più sorprendente di questo italianismo, però, avviene nel mondo della moda e delle calzature. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, infatti, l'industria calzaturiera internazionale ha iniziato a utilizzare il termine per battezzare un modello specifico di scarpa da donna: la gondola shoe (o Gondelschuh, in tedesco). Era una calzatura elegante, accollata, con un tacco minimo e una punta ricurva verso l'alto che imitava la silhouette slanciata della prua veneziana, a dimostrazione di come questa parola fosse ormai diventata sinonimo globale di un'estetica aggraziata e flessuosa.
Proprio questa innata flessuosità permette oggi alla parola gondola di compiere il suo salto più alto. Il termine ci ricorda che il vero viaggio non è una traiettoria rettilinea governata da un motore, ma una lenta danza asimmetrica tra uomo e natura. Pur avendo scalato la tecnologia e attraversato i linguaggi del quotidiano mercantile, quando questa parola torna al suo significato originario restituisce il fascino del tempo ritrovato: un'eleganza liquida e romantica.