Rinfocolare

rin-fo-co-là-re (io rin-fò-co-lo)

Significato Riattizzare un fuoco; riaccendere, risvegliare o acuire un sentimento, una passione e simili

Etimologia derivato del latino foculare ‘ravvivare’, variante di focil(l)āre, col medesimo significato, derivato di focŭlus ‘focolare’, col prefisso rin-, unione di re- e in-.

Eccoci ancora una volta — con un verbo di grazia sovrana specie negli usi figurati — davanti alla vita domestica delle folle ancestrali che hanno vissuto prima di noi.

Anche per noi i fornelli sono un baricentro della casa, ma certo non come in antico. Il focolare era centrale — era simbolo della casa, ha finito per essere la casa, per sineddoche. Un significato forte: ricordiamo che è da qui che il focus, in un'epoca travagliata come la tarda antichità, ha scalzato il nobile ignis— per cui noi diciamo fuoco, non igne.

Foculare — che meraviglia — significa 'scaldare, nutrire, confortare' (non stupisce che il rifocillare sia di questa pianta). Passa al 'ravvivare', al 'rianimare', al 'far risorgere': possiamo dire che «Qui non si sente altro che il caldo buono».

Il rinfocolare ci parla della cura che si ha per il focolare: con quel prefisso rin-, che è un re- in-, che torna ed entra, infila un attizzatoio fra le braci, sposta la legna ardente o che sta iniziando a scaldarsi, risveglia il fuoco. Questo è un atto vertiginoso, a pensare la sua continuità, a come fosse nel sapere e nelle mani di tutta la nostra famiglia remota — a come ora sia perlopiù un gesto più marcatamente estetico, da camino acceso per fare un po' atmosfera, o al massimo da grigliata. Per fortuna aveva sviluppato forti ali con cui prendere il volo della figura.

Rivedere una vecchia amica rinfocola il piacere per certe serate che non facciamo più tanto spesso; la notizia fresca fresca rinfocola il nostro furore, che s'era appena acquietato; qualche ora trascorsa insieme rinfocola l'antica discordia; il cimento inatteso rinfocola la nostra fantasia; e dei risultati incoraggianti rinfocolano l'entusiasmo.

Il fomentare è più scomposto, sgraziato: etimologicamente è sempre un riscaldare, ma il risultato è un subbuglio — di solito ciò che si fomenta è spigoloso, acre, perfino poco controllato. Ci sarebbe un riattizzare, che è perfettamente parallelo al rinfocolare, ma essendo più scoperto, piano e didascalico, offre un'immagine più ruvida — anche grazie alla sonorità del tizzo. Il ravvivare è paradossalmente più sbiadito, il riaccendere offre un ripartire più faticoso, il ridestare ne offre uno più sonnacchioso, come anche il risvegliare — più pesante, più massiccio, anche più minaccioso.

Il rinfocolare ha una bella misura di intimità, dà uno scorcio sul segreto del cuore; e non per questo irradia meno calore. Sebbene, come ogni buon focolare, sia controllato e amichevole. Anche nel bruciare.

Parola pubblicata il 26 Settembre 2026