Scettro

scèt-tro

Significato Bastone simbolo di autorità, specie sovrana; primato, superiorità in un certo campo

Etimologia voce dotta recuperata dal latino sceptrum, dal greco skêptron ‘bastone’, propriamente ‘bastone, sostegno’, derivato di sképtomai ‘appoggiarsi’.

Quanta incredibile semplicità. Dopo una prima intuizione, che ha mutato il bastone usato per sostenersi nel simbolo del Potere stesso, questa parola si è conservata meravigliosamente salda.

Sì, parliamo proprio del bastone usato per sostenersi. Abbiamo già considerato come altri generi di bastoni, come il vincastro, siano similmente metafora del potere — ed è facile immaginare che anche lo scettro, originariamente, assurga a oggetto di potere in quanto strumento per guidare e per difendere il gregge. Grande trovata, il bastone. Però il concetto preciso di 'scettro', specie nell'antichità più risalente, resta strettamente connesso all'appoggio.

Prendiamo l'Iliade. Le schiere greche sono capeggiate da Agamennone — e perché proprio da lui? Non è mica il più forte. Ma Agamennone ha lo scettro.
Non si tratta di un oggetto generico. È trasmesso nella sua famiglia da generazioni, opera di Efesto, appartenuto a Zeus e da lui donato: non è una bacchetta magica, è la concretizzazione diretta dell'autorità suprema. Tant'è che nelle assemblee (si parla un sacco in assemblea, nell'Iliade) Agamennone parla aggrappato allo scettro, proprio appoggiandovisi sopra (ha ancora forma e dimensioni di un grande bastone, non è grazioso come lo Scettro di sant'Edoardo della corona britannica). E non solo: lo scettro in assemblea viene fatto girare, parla chi ce l'ha, e chi ce l'ha parla reggendovisi quanto più può. Immagine anche piuttosto buffa (qualche bicchiere di troppo?), se non che il senso è quello di basarsi sulla presente autorità di Zeus.

Poi naturalmente l'immagine ha echi disparati in culture differenti — pensiamo al potentissimo profilo dello scettro di Mosè, mediatore del miracolo. Le origini non pescano da immaginari ed esperienze remote troppo distanti, e senz'altro convergono — soprattutto lo scettro diventa un accessorio imprescindibile per ogni figura sovrana di ogni longitudine.

Tant'è che finisce per simbolizzarsi esso stesso sempre più, fino a prendere le proporzioni di una bacchetta — anzi fino a sparire del tutto. Posso usurpare, detenere, deporre uno scettro... senza avere mai avuto in mano niente del genere.

Posso certo parlare dello scettro con cui la sovrana è stata rappresentata, o dell'anno in cui ha preso lo scettro, o del manico che il bambino agita ieratico a mo' di scettro, ma attingendo alla vena di questo bastone di maestà posso anche raccontare come mi sono guadagnato lo scettro di miglior pizzaiolo della via, dell'atleta che imbattuto depone lo scettro e si ritira, della gaffe che mi vale lo scettro di fesso della festa. Dal potere alto, magari assoluto, alla primazia, alla superiorità indiscussa. Ne ha fatta di strada, questo bastone.

Parola pubblicata il 05 Giugno 2026