Strada

strà-da

Tratto lungo di terreno battuto, lastricato o asfaltato, percorribile con veicoli, che mette in comunicazione località diverse o lungo cui si dipanano centri urbani; tragitto; esperienza, carriera, condotta

dal latino (via) strata.

Alcune parole sono dei veri perni della nostra lingua, e 'strada' è una di quelle. Una parola eccezionalmente comune — e questo dato di solito smoscia l'entusiasmo sofisticato di chi ama le discettazioni su termini dotti, ma a torto. Sono le parole fondamentali a nascondere i tratti più eloquenti della lingua.

Si parte da un assuto semplice ma non scontato: 'strada' è un termine che ha un solo vero rivale che la fronteggia sia negli usi concreti sia in quelli figurati, 'via'. La via è più generica: tutte le strade sono vie ma non tutte le vie sono strade. La strada dice qualcosa di più preciso e ficcante. E questo è naturale, visto che giunge a noi dall'espressione latina via strata, descrivendoci proprio un tipo di via, e in particolare la via lastricata. Lastricata?

Strata è il femminile sostantivato del latino stratus, a sua volta participio passato di sternere, un verbo di cui è stata tentata l'introduzione in italiano, ma che a noi non è arrivato. O meglio, il 'distendere' significato da questo verbo ci arriva in altri derivati, come 'costernare' o 'prosternare', e appunto nella strada. In cui il 'distendere' prende le vesti del distendere un lastricato.

Non serve ricordare che la rete di strade, una rete che fino ad allora non si era mai vista, è stata l'infrastruttura fondamentale del potere dell'antica Roma, capace di pompare attraverso ogni terreno uomini, merci e comunicazioni a velocità inaudite, allungandosi senza finire mai; le strade erano opere che i Romani sapevano costruire con sapienza — tant'è che molte le possiamo camminare ancora oggi. E allora, come oggi, erano opere che venivano create essenzialmente con uno scavo in cui venivano sovrapposti strati di materiale, dal più grosso al più fine, per garantire stabilità e drenaggio. Il concetto stesso di strada è legato a quello di strato, e prende il suo nome dalle strade migliori, quelle selciate, basolate, dal perfetto incastro di pietre che costituiva l'ultimo e più pregevole strato che vi veniva disteso, quello davvero capace di consegnare una via all'eternità.

Proprio rispetto alla via si distingue spesso negli usi concreti perché meno ideale, e più strettamente frutto di quel preciso tipo di lavoro ingegneristico: vie d'accesso possono essere anche le finestre, strade d'accesso sono di solito strade propriamente dette. Anche se mi faccio strada a roncolate nel fitto del bosco, il mio piglio è tale che potrei perfino star aprendo una vera strada; anche se diventa il tragitto — e quindi conosco la strada, e ai ciclisti fermi con la mappa indico la strada — ha sempre una carica di normale concretezza che cerca l'asfalto. E infine sì, anche se quando mi dici che ne ho, di strada davanti, di stare attento a non prendere una cattiva strada, e mi racconti com'è che hai fatto strada, eccoci affacciati al gran traffico del mondo.

Tutto a partire dallo strato disteso dei basolati. Di certo che passi alla storia uno strato d'asfalto è più difficile.

Parola pubblicata il 19 Settembre 2019

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