Primazia

pri-ma-zì-a

Primato, posizione di superiorità

dal latino medievale primatia, derivato di primas, 'primate'.

Questa è una parola leggermente complessa. Infatti i significati con cui la intendiamo comunemente sono il risultato di una combinazione di concetti.

La primazia nasce con un significato specifico: è la condizione del primate - non il nome dell'appartenente alla famiglia delle grandi scimmie, ma il titolo conferito all'ecclesiastico che ricopre un ruolo di sommo rilievo (come agli arcivescovi delle sedi metropolitane più importanti). Tale condizione è naturalmente quella di un ruolo superiore. Sull'estensione di significato di questa primazia ha pesato però il termine 'primato' (comunque derivato del latino primus), che pure, per altra via, indica un essere primo e superiore rispetto ad altri in un certo contesto. Il risultato, molto solido e sintetico, è una primazia che ci parla di una posizione di superiorità, di preminenza - di rilievo potente.

La primazia del parlamento sul governo garantisce contro le derive del potere esecutivo, la primazia dell'efficacia sull'estetica guida il linguaggio pragmatico, la primazia del profitto schiaccia la solidarietà. Quella della primazia è una superiorità ordinata: somiglia alla supremazia, ma rispetto ad essa è più asciutta, avendo come immagine fondamentale il primo, non il supremo; è sinonimo quasi perfetto del primato, senza che però evochi all'orecchio record sportivi, descrivendo invariabilmente un ruolo; e appare più precisa e ficcante della preminenza.

Una parola quasi secca, e perciò tanto incisiva.

Parola pubblicata il 25 Febbraio 2018

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