Sintonia

sin-to-nì-a

Significato Concordanza, perfetto accordo; in particolare, l’affinità istintiva di sentire e pensare tra due o più persone

Etimologia voce dotta, dal greco syntonía ‘accordo, giusta tensione’, derivato di sýntonos ‘ben teso’, da tónos ‘tensione, tono’ col prefisso syn- ‘con, insieme’.

Quando ci diciamo con qualcuno che siamo sulla stessa lunghezza d'onda, stiamo mutuando un modo di dire d'ambito radiotecnico. Infatti la sintonia, prima di accedere a tutta la bella galassia di sentimento che le colleghiamo, è stata una questione di onde e di valvole: il punto in cui due apparecchi riescono a comunicare.

Non è difficile sentir l'odore dell'origine greca: syntonía è formata da syn-, 'insieme', prefisso a tónos, 'tensione' — da cui anche la tonalità, ad esempio. Alla lettera, la sintonia è l'essere insieme ben tesi, alla giusta tensione: facile immaginare due corde accordate. Ma a dispetto dell'antichità del concetto, sintonia entra in italiano con l'alba della radio, nei primi anni del Novecento: sintonizzare un ricevitore significa tendere il suo circuito (modificandone la capacità) fino a trovare la frequenza di risonanza con la stazione desiderata.

Dalla radio la parola si è attagliata alle persone, e qui ha trovato la grande fortuna che conosciamo. Per quanto l'origine remota affondi nella stessa immagine, essere in sintonia con qualcuno non è solo andare d'accordo: l'accordo ha sempre un che di interinale, provvisorio, perfino di formale. La sintonia no: c'è o non c'è — magari non è definitiva, si costruisce o si erode, ma ha una certa stabilità. È quella corrente sottile per cui due colleghe di vecchia data non hanno bisogno di coordinarsi, due persone s'intendono su come reagire senza confrontarsi, un gruppo di musicisti va avanti per una serata in un flusso che non deve mai fare mente locale.

Sembra sia vicina a diverse altre parole, e in effetti questa è una sfera di significati interessante e popolosa; l'intesa (oh, sempre tensione, eh) è più sottile e forse pratica: se c'è intesa con un collega, non ci pestiamo i piedi e il lavoro fila liscio (o magari si occhieggia un po' e chissà). L'armonia è più ampia e quieta, apollinea, un equilibrio di parti che stanno bene insieme su piani anche molto alti e profondi. La consonanza ha un bel tratto distinto, e però riguarda piuttosto le idee, le opinioni che suonano in accordo.

La dimensione fisica della sintonia si fa percepire, e ha un bell'equilibrio — da un lato profonda e solida, dall'altro senza pretese olimpiche, o troppo romantiche.

Posso parlare della sintonia tra due ballerini, della sintonia ritrovata dopo un periodo di lontananza, di quel gelo speciale di quando constatiamo che «non c'è sintonia». È una parola generosa e un po' misteriosa, perché la sintonia non si comanda: puoi negoziare un accordo, convenire un'intesa, coltivare un'amicizia, ma la sintonia pare più sfuggente. Anche se, come sa ogni radioamatore, per trovare la giusta sintonizzazione serve solo un po' di pazienza.

Parola pubblicata il 18 Luglio 2026