Interinale

in-te-ri-nà-le

Relativo a un interim, al periodo fra la cessazione di un incarico e la nomina successiva; provvisorio; in borsa, documento provvisorio che gli agenti di cambio usano per provare un contratto

dal latino interim 'frattanto', probabilmente attraverso il francese intérimaire.

Questa parola è una risorsa elegante (un po' ingessata) e lievemente pericolosa: significa 'provvisorio, temporaneo', e lo fa con un colore che arriva all'eufemismo. La sua ricercatezza di sapore latino, la sua aura tecnica sa raffreddare il concetto, presentandolo in maniera più accettabile; ne esce schermito, quasi minimizzato.

Ora, l'aggettivo 'interinale' deriva dal latinismo interim, giusto con un passaggio in francese, e vederli affratellati e seduti accanto è stimolante. E non solo per la ricchezza di quell'interim, che nel suo significato di 'frattanto' è così eloquente e sintetico. Nel nostro orecchio, dagli anni a cavallo del Duemila, l'aggettivo 'interinale' si è attaccato al nome 'lavoro', descrivendo un particolare tipo di lavoro intermediato in cui la posizione del lavoratore è spesso particolarmente fragile, mentre l'interim ci fa venire subito in mente un Presidente del Consiglio dei Ministri che a seguito di un rimpasto o di dimissioni di un ministro, non avendo un sostituto pronto e restando quindi con un seggio vacante, se lo attribuisce temporaneamente (ad interim). Siamo quindi davanti a un concetto che in qualche modo, nella nostra rete di significati, mette accanto la più alta stanza dei bottoni e il lavoro episodico.

Va detto che 'lavoro interinale' è tecnicamente una dicitura superata (oggi si parla di 'somminsitrazione di lavoro'), ma lo è appena da una quindicina d'anni, ed è normale che i nomi degli istituti di diritto che via via tramontano si trascinino nei decenni; però ha il merito di aver dato un giro energico al volano di questa parola, che altrimenti sarebbe molto meno nota. Si può parlare di una soluzione interinale al problema inatteso, del privilegio interinale che otteniamo a patto di raggiungere un certo obiettivo, di una soddisfazione interinale che ci godiamo pur restando vigili. Questo termine permette di dissimulare la provvisorietà significandola in maniera più coperta: una soluzione provvisoria scricchiola già, un privilegio temporaneo trema a ogni tocco di lancetta. L'interinale pare lucido padrone, in sella; ad interim, solo in questo frattempo, ma in sella.

(Ma l'interinale in borsa? L'interinale, o fiche alla francese, è un documento con cui gli agenti di cambio, o broker all'inglese, danno prova di un accordo orale di compravendita di strumenti finanziari. Avete presente quelle scene da film in cui tutti gridano contemporanemanete «Compro!» e «Vendo!», e poi si scambiano un foglietto?)

Parola pubblicata il 05 Maggio 2019

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