Privilegio

pri-vi-lè-gio

Vantaggio, onore speciale

dal latino: privilegium, composto di privus singolo, a sé, e lex legge. Legge per il singolo.

È sempre stato normale che certe persone o categorie di persone godessero di vantaggi speciali rispetto alla generalità degli uomini - e questo veniva spesso sancito con atto sovrano di legge. In una logica strettamente classista era misura di onori particolari, di qualità superiori. Si tratta di una parola raffinata, coniata in tempi in cui aveva un valore positivo e generoso.

Ma il vento cambia, la democrazia incalza, e oggi l'antico valore del privilegio ha acquisito i connotati raccapriccianti della discriminazione, del potere che tutela sé stesso, dell'ingiustizia. Nel luogo dove gli uomini sono tutti uguali il privilegio nel suo senso positivo non può che essere svuotato dei suoi connotati, restando un generico, sentito onore - come il privilegio di aprire un festival, il privilegio delle chiavi della città al cittadino illustre, il privilegio di rappresentare l'Italia alle Olimpiadi.

Parola pubblicata il 01 Ottobre 2012

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