Suffragare

suf-fra-gà-re (io suf-frà-go)

Significato Rafforzare, avvalorare; raccomandare a Dio le anime dei morti con opere o preghiere

Etimologia voce dotta recuperata dal latino tardo suffragare, variante del classico suffragari ‘favorire, sostenere’, propriamente ‘sostenere col voto’, di etimo ulteriore incerto.

Se parliamo di 'suffragio' ci vengono in mente un paio di casi che quasi ne esauriscono l’impiego: il voto per elezione e l'opera di carità in favore dei morti — suffragio universale e messe in suffragio. Curiosamente il suffragare, da cui il suffragio deriva, si muove su altri lidi, preferendo le battute spiagge dell'argomentazione. E però, tralignando.

Il latino suffragari significa 'sostenere col voto'. Chiaro e tondo. Se ti stai domandando da dove diavolo salta fuori, questo verbo, sei in ottima e bellicosa compagnia. Il prefisso sub- non è il punto dolente; lo è la radice. Siamo davanti alla stessa radice di fràngere, cioè 'rompere'? Molte fonti lo dicono senza dubbio. La votazione poteva essere attribuita (figuratamente, da sotto in su) con cocci rotti; oppure, se era di genere più ristretto, poteva prevedere il contrassegno di una tessera da spezzare a metà — mezza attribuisce il voto, e l'altra mezza, univocamente, è talloncino che la testimonia. Ma c'è chi preferisce collegarla a quella di fragor (che peraltro pare parente): non è solo un bianco confuso fragore, ma può essere il grido di approvazione. Resteremo col dubbio.

Ad ogni modo, oggi il suffragare si è sfilato dalle elezioni. È un rafforzare, un avvalorare qualcosa tramite qualche genere di sostegno, evoluto in metafora dal sostegno elettorale. Le mie osservazioni suffragano la tua tesi, gli inquirenti suffragano una ricostruzione con nuove prove, e puoi suffragare il tuo giudizio con una gran dovizia di esempi. Lo anticipavo: il taglio è schiettamente argomentativo. Certo, può ancora essere un raccomandare a Dio l'anima di una persona trapassata, ma l'uso è più circoscritto.

Ha il pregio non indifferente di non essere troppo didascalica: non squaderna in maniera spicciola ciò di cui parla. L'avvalorare, ad esempio, è un bellissimo sinonimo, ma nel suo discorso sul valore è molto scoperto, e questo mostra tutta la sua premura, tutto il suo interessamento — mentre il suffragare, pur serio e quadrato com'è, pare godere di una maggiore sprezzatura, di una maggiore disinvoltura. E figuriamoci l'analoga osservazione che si può fare in confronto con l'aiutare o con l'appoggiare: il suffragare è distaccato.
D'altro canto non è in alcun modo determinante: il voto in più può servire a poco. Cosa che ad esempio lo distingue dall'avallare, che invece pare finale e decisivo — un permettere e un confermare, prima che un sostenere o un appoggiare generico.

Così da un votare traiamo un rafforzare slanciato nella statica e nella dinamica delle argomentazioni e dei dibattiti: resta un bel verbo di partecipazione, che tira in ballo ragionamenti e dimostrazioni.

Parola pubblicata il 28 Marzo 2026