Squadernare

squa-der-nà-re (io squa-dèr-no)

Significato Aprire a una certa pagina un quaderno, un libro o simili mostrando con decisione il contenuto a qualcuno; dichiarare apertamente; scartabellare, scorrere; essere diviso, sparso

Etimologia derivato di quaderno, che è dal latino quaterni ‘(legati) a quattro a quattro’.

Ecco una parola davvero importante. Viene subito da dire che si tratta di un verbo ricercato, perfino letterario — ma come può staccarsi più di tanto dalla nostra esperienza un riferimento così diretto al quaderno? Anche se un termine ha gran fama letteraria, può essere alla mano. E qui c’è un grande valore.

‘Quaderno’ è nato con un significato più preciso di quello che gli diamo noi oggi — e in effetti lo ha ancora, in legatoria. Si tratta in origine di una raccolta di quattro fogli, piegati in due, inseriti l’uno nell’altro e fascicolati — per un totale di sedici pagine. Per questo si può anche parlare di quinterno, se i fogli sono cinque.

Nello squadernare il quaderno emerge non per il suo contenuto o la sua funzione, ma per i gesti che ne coinvolgono la fisicità — per alcune cose che facciamo col quaderno, o che gli accadono.
Il primo significato di ‘squadernare’, il più vigoro e rimarchevole, è quello di aprire a una certa pagina un libro, un registro o simili, e mostrare quello che c’è scritto. C’è una vena di decisione, di forza: è il gesto del carta canta. E può consistere anche nel dispiegare un foglio ripiegato. Mi puoi squadernare sotto al naso il dato che avevo citato marchianamente male, ti squaderno davanti i biglietti che mi sono procurato per il concerto a cui volevi andare, e quando iniziamo a squadernare contratti si sa che abbiamo preso una china faticosa.

Diventa in generale un dire schiettamente, dichiarare apertamente — come un libro aperto. Posso squadernarti la verità di com’è andata, l’amico ti squaderna un sentimento difficile, e tu puoi squadernare la tua idea: è il gesto figurato di aprire con forza una pagina esatta, di puntarci contro il dito, di farla leggere così come è. Ma non solo.

Lo squadernare è anche lo scartabellare, il girare le pagine di un libro leggendole rapidamente o guardandole mentre scorrono; un significato minore, ma che ha tutta la forza di una resa onomatopeica impressionante (squaderno). Posso squadernare svogliatamente la silloge poetica composta dalla zia, posso squadernare cento libri di una bibliografia senza trovare nulla di buono, posso squadernare il catalogo ricercando quello che avevo visto e sono quasi sicuro sia qui.

Sono modi di vivere fisicamente il ‘quaderno’ in senso lato. Peraltro estremamente nostri e comuni. E nei secoli hanno preso sfumature delle più variegate. Ma ce n’è un ultimo.

Il quinterno citato prima ci permette di orientarci con uno significati più impressionanti di ‘squadernare’: dà origine al verbo ‘squinternare’, che ha il solo filone di significato di sconnettere la legatura di un fascicolo, di un libro, e quindi sconquassare, scombussolare. Così come lo squinternato è sgangherato, lo squadernato o ciò che si squaderna è diviso, separato, sparso.

Quando con tutta la fatica del limite di una lingua mortale, Dante, all’ultimo del Paradiso, inizia a dirci che cosa si vede quando si vede Dio, la prima cosa che gli scappa di dire è

Nel suo profondo vidi che s’interna
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna

Il mondo, squadernato come ci pare, inconcepibile turbine di fogli scompaginati, è contenuto, anzi rilegato nell’Uno; poi dirà il resto.

Questo non è il significato preminente. Oggi non parleremo di come una serie di racconti sia squadernata in libri diversi, o del tentativo di raccogliere appunti squadernati. Senz’altro sarà più facile parlare di come squaderniamo in faccia a qualcuno qualcosa che sta nero su bianco, o di come squaderniamo il blocchetto in cerca dell’appunto. Ma si sa: se lo usa Dante, specie nel XXXIII del Paradiso, l’aura è quella dei significati da conservare.

Parola pubblicata il 14 Settembre 2021