Dovizia

do-vì-zia

Grande abbondanza

dal latino tardo divitia 'ricchezza', che nel latino classico era usato al plurale divitiae, da dives 'ricco', forse da accostare a divus 'dio.

Questa, nel consesso delle parole ricercate, è fra le più celebri. In effetti appartiene a un registro davvero alto, ma giusto la sua notorietà di smaccato latinismo ne rende più semplice l'impiego.

Per la verità si tratta di una voce semidotta: il latino tardo divitia in italiano viene recuperato e corrotto in 'dovizia'. Ad ogni modo il suo significato è netto: una grande abbondanza. Tornati a casa raccontiamo la nostra vacanza con dovizia di particolari, il fatto è ricostruito grazie alla dovizia di testimonianze, mi compiaccio della dovizia della tavola imbandita. Linearmente il dovizioso diventa l'abbondante e il ricco: lo stile dovizioso del romanzo ci stucca presto, abbiamo qualche difficoltà a seguire le spese di una compagnia doviziosa, e l'investimento acuto rende l'amico dovizioso. E di fronte a tutti questi esiti è curioso pensare all'ipotesi che il dives latino, ricco e sontuoso, abbia a che spartire con la divinità del divus, che di niente abbisogna.

L'uso del termine 'dovizia' segna un pensiero sorvegliato, che si prende il tempo e l'energia di scegliere l'espressione più efficace e consona: e anche se le occasioni auliche in cui usarla seriamente possono scarseggiare, come ogni parola alta trova terreno fertile negli usi colorati d'ironia.

Parola pubblicata il 17 Agosto 2017

Commenti