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Il meglio del mese — marzo 2020

Anche senza avventurarci fuori casa, nel mese di marzo ci si sono rovesciate in soggiorno delle meraviglie lessicali inestimabili. Rimiriamole!

Dalle modestie della minestra alle altezze dei simulacri, in questo mese, strano per tutti, ci siamo presi in casa una quantità di ricchezze affidabili e solide, quanto lo è il patrimonio comune.


Con l'industriarsi abbiamo osservato meglio quella operosità ingegnosa che è alla base dell'industria, e come può caratterizzare ogni nostro sforzo; e ci siamo anche industriati a comprendere le cupe particolarità dell'antro, con la sua invariabile minaccia. Dell'attingere abbiamo colto l'ambivalente senso del suo 'toccare', nel significato che ci parla di un 'raggiungere' e in quello che ci parla di un 'prelevare'.

Abbiamo cercato di capire il modo in cui concepiamo il surreale, approdando più a Kafka che non a Dalì; abbiamo visto parole un po' mostruose, come il contingibile, il cui significato di possibilità è deformato nell'uso giuridico corrente delle 'ordinanze contingibili e urgenti'. Abbiamo soppesato che risorsa di grande e civile grazia possa essere lo svelenire, che idea il togliere il veleno da una situazione o da un atteggiamento.

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