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Il meglio del mese — giugno 2020

Un giugno caldo e particolarmente profumato di parole poetiche, con splendide novità. Tiriamo le fila!

Ci sono sempre lievi oscillazioni fra il genere di parole che trattiamo; questo mese — in cui abbiamo festeggiato i nostri 10 anni di parole — è stato particolarmente nutrito il gruppo dei termini dalla peculiare carica poetica, ma non sono mancate quelle che ci hanno raccontato luoghi speciali, etimologie meravigliose e occhiate su termini usatissimi che ci possono spiegare qualcosa in più su come pensiamo.

Abbiamo appurato che l'eldorado, prima di essere un posto ricchissimo e idilliaco dell'America del Sud, era un uomo, un sovrano della Ande colombiane, che in una cerimonia d'iniziazione veniva coperto di polvere d'oro prima di un bagno rituale — e sul successo del termine in Europa c'è lo zampino del solito Voltaire. Abbiamo scoperto che il baratro non è solo un generico precipizio, ma era il precipizio presso Atene in cui venivano gettati i condannati a morte. Svelando la storia araba del fondaco siamo tornati, ancora una volta, a Venezia.

Questo mese abbiamo anche iniziato il nostro viaggio in Cina, vedendo le prima due parole del ciclo sulle parole cinesi: abbiamo cominciato con un cincin benaugurale, che deriva da un raddoppio occidentale del 'prego', che a noi pare onomatopea di bicchieri che tintinnano, e proseguito con una buoan dose di ketchup, che ci ha svelato una profonda storia orientale di salse fermentate, precedente all'immaginario anglosassone in cui lo collochiamo. Tornando dalle nostre parti, invece, ma sempre parlando di cucina, abbiamo scoperto che il colpo della salaccata era letteralmente un colpo portato con un pesce indurito dalla conservazione sotto sale — tempi che vai, armi improprie che trovi. 

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