Arzigogolo

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ar-zi-gò-go-lo

SignRagionamento contorto; espediente ingegnoso

etimo incerto. Forse affine a girigogolo e quindi a ghirigoro, di probabile origine onomatopeica; forse dal greco: archaiologéo discuto di antichità, attraverso un'ipotetica forma latina: archaeologare; forse dal latino: asilus estro, tafano, da cui anche assillo.

Non potendo contare su un'etimologia accertata, nell'osservare questa parola si deve tener conto del suo corpo, del suo suono. L'arzigogolo è un giro di parole artificioso, contorto e poco comprensibile - ma non capzioso. Infatti il giudizio che si dà al ragionamento arzigogolato è bonario, magari critico, ma non aspro. È più il risvolto estremo di un tipo di discorso fantasioso ma schietto, piuttosto che una ricerca bizantina. Diciamo che è un sofisma alla mano.

Allo stesso modo, nel significato di espediente acuto, l'arzigogolo ci dipinge una trovata stravagante, frutto di un ingegno bizzarro - ma energica, pulita, e pur non essendo lineare rimane comunque piuttosto lontana dall'idea di una complessità oscura e indolente.

La motivazione arzigogolata di una sentenza tenta di trarre una conclusione necessaria che la legge tarda a definire; lo studente brillante che non conosce la risposta alla domanda la trova con un arzigogolo argomentativo; e il manovale esperto ovvia alla mancanza di mezzi con arzigogoli sempre nuovi.

Una parola bella, versatile, colorita, che è un piacere pronunciare e ascoltare.

Parola pubblicata il 23 Aprile 2014

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