Attentato

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at-ten-tà-to

SignAtto violento volto a colpire l'incolumità di cose o persone

dal latino attemptare toccare, saggiare, composto di ad verso e temptare toccare, assalire.

Questa famigerata parola offre spunti di riflessione notevoli.

In sé ha il carattere del tentativo: quando si attenta alla vita del re, non è detto che si riesca a fargli del male, e la bomba nascosta dall'attentatore in un cestino di rifiuti può esplodere senza ferire nessuno. Ma si tratta di un tentativo dall'intento talmente grave, di così alta portata offensiva e diretto verso un bersaglio talmente importante che la parola che lo definisce non fa distinzioni fra esito fausto o infausto - per così dire. Difatti, per il nostro stesso diritto penale, i reati di attentato si consumano anche col solo compimento di atti volti e causalmente idonei a realizzare l'evento: l'eventuale successo non rileva che come aggravante.

Perciò l'attentato ha anche il carattere della trama, di una volontà che si muove ordinatamente nell'ombra per arrivare a toccare un certo obiettivo sensibile - una trama che comporta un rischio concreto.

Probabilmente un tempo questa parola poteva essere usata in maniera più smaliziata, parlando con sussiego di attentati al pudore o alla pubblica decenza: oggi è una parola tragicamente seria, che racconta solo terrore.

Parola pubblicata il 28 Giugno 2014

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